
La parola "stigma", derivante dal verbo greco στíζειν (pungere), indicava nell'età classica il marchio che si faceva con una punta sulla fronte di uno schiavo convinto di un reato, sul braccio di un coscritto riconosciuto idoneo al servizio militare, sul corpo di malfattori e su altre persone degne di una identificazione "colpevole". I greci per primi usarono questa parola per indicare una serie di segni fisici associati a immagini o idee riprovevoli, spesso connesse alla condizione morale delle persone che li manifestassero.
Attualmente in sociologia la parola stigma è sinonimo di marchio, indice di disapprovazione sociale ai danni di alcune persone che manifestino determinate caratteristiche, come una disabilità fisica, una particolare condizione psicologica, un disturbo mentale, o anche l'appartenenza a un genere (si pensi alla stigmatizzazione subita dalle donne in numerosi ambiti), a una fascia determinata d'età, a un orientamento sessuale, a un credo religioso, genericamente a un qualsiasi gruppo definito di individui. In breve, lo stigma conduce inevitabilmente alla discriminazione sociale e all'alienazione di particolari categorie di individui, influenzando negativamente il loro stato psicologico.
L'Associazione Italiana per la Lotta allo Stigma (AILAS) è una società scientifica che ha come scopo fondamentale quello di contribuire alla lotta alla discriminazione a alla stigmatizzazione sociale. Il Presidente dell'associazione è il prof. Roberto Tatarelli, il Direttore Scientifico il prof. Paolo Girardi.
La sua attività è iniziata nel Gennaio 2003 e le sue iniziative si sono rapidamente moltiplicate e perfezionate nel raggiungimento della Mission che è alla base della sua esistenza.
Valutata l'enorme difficoltà dell'obbiettivo e la relativamente scarsa presenza di campagne anti-stigma sviluppate in tutto il mondo, recependo le sollecitazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e della stessa Unione Europea - riguardanti iniziative prevalentemente rivolte alla più ampia popolazione - AILAS ha deciso di orientare la strategia del proprio intervento, in prima battuta, alla formazione rivolta a medici di medicina generale, specialisti in medicina interna, neurologia, cardiologia, geriatria e psichiatria.
Tale strategia è impostata sull'assunzione di base che un'efficace lotta allo stigma debba innanzitutto avvalersi della possibilità di diffondere e implementare capillarmente le proprie conoscenze scientifiche nella società e al tempo stesso di sensibilizzare sul tema il maggior numero possibile di individui.
L'obbiettivo principale consiste nel migliorare la condizione psichica di un grandissimo numero di persone che soffrono per l'alienazione indotta da discriminazioni sociali prive di ragioni.